Bilanci: ecco cosa ci ha lasciato il “primo” Fashion Month 2019

Nostalgia, un po’ di brio, dubbi e critiche (manco a dirlo), qualche eccelsa novità e, per contro, troppi ritorni al passato. Così inizia questo 2019 per la moda.

La prima parte delle Fashion Week 2019 si è conclusa e noi, che non resistiamo al richiamo della moda moda (qui trovate il bilancio delle Fashion Week 2018), siamo pronte al bilancio del “primo” Fashion Month 2019.

Ecco, in questa sorta di limbo (o se vogliamo terra di mezzo) ci siamo noi, quelle che combattono facendosi ispirare da chi, prima di loro, ha protestato, lottato e fornito le armi, quasi aperto la strada a noi donne di oggi.

Calendario Fashion Week 2019

Prima di partire, come di consueto, vi rinfreschiamo la memoria sulle date di questo “primo” Fashion Month 2019:

  • 7/15 febbraio NYFW presentazione collezione Autunno/Inverno 2019
  • 15/19 febbraio LFW presentazione collezione Autunno/Inverno 2019
  • 19/25 febbraio MFW presentazione collezione Autunno/Inverno 2019
  • 25 febbraio/5 marzo PFW presentazione collezione Autunno/Inverno 2019

FOCUS

La Grande Mela risulta sottotono, così come Londra, che resiste solo grazie ai grandi marchi, vincenti, invece, Milano e Parigi per creatività, amore e passione.

New York? Fiacca e sottotono

La creatività e lo sprint tipico della Grande Mela abbandonano la Fashion Week che, agli occhi dei più, appare fiacca e sottotono. Il vintage non fa presa perché mal ripescato e anche quelle lanciate come novità sanno di già visto.

I rapidi cambiamenti e lo sgretolamento di una struttura che, di base, è stata al suo posto per più di un secolo ha inciso, io credo, nella mancanza di convinzione che è evidente nelle sfilate di New York. Non saprei come altro spiegare la scarsità di collezioni realmente interessanti o rilevanti sulle passerelle.

CATHY HORYN, The Cut, New York

Anche un colosso come New York toppa e a volte, con mancanza d’innovazione e creatività, può crollare. Restiamo fiduciose e speriamo davvero che il prossimo Fashion Month risvegli la Grande Mela e i suoi stilisti dal torpore.

Londra? Poco eccezionale

Una terra di mezzo tra successi e insuccessi, questo il panorama visto per lo più alla London Fashion Week. Punte di diamante che salvano probabilmente l’intera settimana? Burberry e Vivienne Westwood, ovviamente. Le location scelte per le sfilate sono mozzafiato, la rilevanza data agli spazi e ai musei più belli di Londra sono stati a dir poco piccati e giusti, non altrettanto purtroppo si può dire per le collezioni, senza dimenticare i chiari riferimenti al no-Brexit.

Milano? Inaspettata e creativa

In piena rinascita e quindi inaspettata è stata la Fashion Week di Milano. La moda fa un passo avanti per riscoprire il Made In Italy che conquista e regala emozioni. Le collezioni presentate, firmate dai grandi stilisti o meno, sono state originali e di forte attualità. La donna delle sfilate di Milano appare, infatti, imprevedibile, talvolta romantica e al contempo forte, di sicuro al centro dell’esplosione di stile e tendenze.

Sarà che (finalmente) forse i designer italiani hanno imparato ad implementare il tradizionale Made In Italy con la creatività innovativa e internazionale? Ce lo auguriamo vivamente anche in vista di nuovi approcci verso la moda curvy.

Parigi? il ricordo perfetto dell’amore e dell’eleganza

Tornare a sognare è possibile perché c’è Parigi. La magia indiscussa della città si fonde con l’anima elegante e forte di capi che, ancora una volta, risultano essere attualissimi e per questo senza tempo.

Gli angoli di Parigi si sono semplicemente (e magicamente) trasformati lasciando spazio alla ventata di freschezza e bellezza pura che mancava in questo Fashion Month. Abiti dalle linee morbide e nuance intense si alternano ai look che hanno caratterizzato gli anni 50’ in mood energico e totalmente nuovo. La pelle avanza sulle passarelle accompagnando donne forti e decise, a dir poco irresistibili i capi smoking da usare come micro abiti.

Ultimo, non per importanza, l'emozionante tributo a Karl Lagerfeld.

Cosa ci ha lasciato il Fashion Month

I trend

Iniziamo da quello che più ci piace, i trend. Via a tessuti come tartan (rosso sempre presente) e pelle, non solo nera, ma colorata e, a proposito di colori, date sfogo alle fantasie pop con colori accesi e vivaci. Una delle cose che ci piace dei trend di questo Fashion Month è la possibilità di passare da bad girl in pelle e stivali cuissardes (altro must) a pretty bon ton girl tra chiffon, glitter e volant con dettagli in abito monospalla. Focus che non poteva mancare e del quale siamo totalmente innamorate è la vita alta, pantaloni, gonne a ruota e mezza ruota vanno a braccetto con cinture e camicia con manica a palloncino. Per gli accessori? Spazio ai maxi gioielli che impreziosiscono outfit di base, sì agli occhiali da sole in mood maschera, quindi più larghi, e sì alle mini bag versatili.

Make-up & Hair style

Un omaggio allo stile contemporaneo (con linee e eyeliner imperfetti) e alla naturalezza con pelli che sembrano quasi struccate e alla ricerca di semplicità. Questi sono i look make-up e hair style emersi dal Fashion Month 2019.

Donne che non sognano solo la semplicità, anzi, la possibilità di vedersi sempre diverse, ricercate, speciali ogni giorno, in tutta libertà e facilità

MICHELE MAGNANI, Senior Artist Mac Cosmetics

Skincare super idratanti, un tocco di correttore e stick illuminante, il nude look domina per un effetto fresco e naturale. Gli occhi tornano al nero in un mood molto grunge e le labbra si tingono di rossi rubino e arancione ruggine, il tocco d’energia che illumina il viso in modo naturale.

I capelli vogliono il raccolto e, perché no, il gel per una chioma wet irresistibile. Ritorna poi, a gran voce, la frangia che incornicia la fronte.   

In ultimo come di consueto: cosa ci aspettiamo (o meglio speriamo) per la prossima Fashion Week Session?

Un boom di creatività, un ritorno (se necessario) al vintage autentico che va omaggiato e non scopiazzato, il tocco di leggerezza e brio che in questo Fashion Month 2019 è mancato.